Quattro Proposte per i Ponti & Viadotti (E Non Solo)

A distanza di circa un anno dalla tragedia del Ponte Morandi di Genova, tragedia che ha toccato fortemente l’opinione pubblica italiana e messo in luce il cattivo stato della gestione delle nostre strutture di viabilità, ritorniamo ad occuparci con tre proposte.

TG 12_30  [La1] 2019-10-01 12_35_36 - Genova, al via i lavori per il nuovo ponte.jpgA distanza di un anno, correvano le 11:36 del 14 Agosto del 2018, quando un tratto del Viadotto Polcevera/Morandi di 250 metri è crollato nella zona industriale di Sampierdarena (Genova), provocando 43 vittime, senza contare i danni correlati al crollo che hanno colpito più o meno tutti gli abitanti di Genova, di questo ne abbiamo già parlato nei nostri post precedenti occupandoci non solo di Genova, ma con una Mappa ed un Rapporto dell’Anno Scorso, abbiamo fatto una specie di Giro d’Italia verificando lo stato dei ponti e viadotti nell’intera infrastruttura stradale italiana, segnalando i casi maggiori e più pericolosi (Al momento la nostra mappa ha superato le 17.000 visualizzazioni).

Cosa è Cambiato da Allora? 

Da allora è cambiato in parte un governo, è stato demolito tutto il tratto del Viadotto Morandi non più agibili e praticabili, e nell’ultima settimana un primo tratto del nuovo Viadotto che andrà a sostituire il vecchio Morandi è stato installato, mentre l’inchiesta che dovrà andare ad accertare l’effettiva responsabilità dei gestori del tratto crollato, sta raccogliendo i documenti in cui è evidenziato il grave stato di manutenzione del viadotto, e non solo, è stato scoperto come il tutto fosse già a conoscenza di molti all’interno del gestore Autostrade per l’Italia, forse fino ad alti livelli, ma il tutto dovrà essere accertato dall’inchiesta, ma già quello che è ormai a conoscenza di tutti sembra sempre più spingere da parte di una parte politica (M5S) l’idea di ritirare la concessione alla società di Atlantia, Autostrade per l’Italia, non solo sul tratto interessato ma su tutta la rete autostradale italiana, mentre un’altra parte è più per una revisione timida degli accordi, anche se il tutto è rimasto a distanza di un anno una promessa.

Le Nostre Proposte:

  1. Revoca Parziale/Totale Concessioni: Al di là della parte processuale che dovrà andare a vedere di chi effettivamente è stata la responsabilità, dalle informazioni ottenute fino ad ora e da ciò che è successo è più che legittimo richiedere una revisione totale delle concessioni sulla rete autostradale italiana, con nuove regole per le future concessioni, anche se sarebbe opportuno il ritiro totale ed il ritorno ad una gestione per lo meno pubblica (Anche con tutti i problemi che potrebbero emergere), della nostra rete autostradale.
  2. Reinvestimento delle Risorse: Da un’eventuale revoca delle concessioni autostradali, riutilizzare reinvestendo tutti i profitti incassati dai pedaggi per l’utilizzo dell’infrastruttura autostradale da parte di tutti gli utenti, per mettere immediatamente in sicurezza i tratti (Fra cui Ponti e Viadotti) che necessitano di interventi urgenti, a differenza di oggi in cui tutti i pedaggi finiscono in cassa degli azionisti di Atlantia, società che gestisce Autostrade per l’Italia ed Autogrill, si parla di 998 milioni di € di utile netto nel 2017.
  3. Revisione delle Priorità sulle Infrastrutture: Se da una parte abbiamo sentito molto parlare a seguito della tragedia del Ponte Morandi da tutte le forze politiche e dalla crescente richiesta di sicurezza da parte dei cittadini, molte parole sono volate nell’aria e si sono concretizzate nel modo contrario, con ingenti investimenti per nuove infrastrutture, culminate con l’appoggio alla costruzione della TAV Torino-Lione; Dobbiamo richiedere una revisione ai piani di infrastrutture, e costruire il nuovo solo dove vi è una reale necessità, evitando le famose “Cattedrali nel Deserto” ed opere faraoniche stile TAV, pensate che la tanto decantata Matera non ha un collegamento ferroviario, ma è più importante la TAV mentre sono a rischio numerosi tratti stradali e non solo autostradali.
  4. Rispetto per l’Ambiente: Se si predilige una nuova via per quanto riguarda gli investimenti nelle nostre infrastrutture, scegliendo quelle necessarie e mantenendo la giusta manutenzione sulla già imponente infrastruttura stradale italiana, si può puntare ad ulteriori investimenti sulla già difficoltosa rete ferroviaria, chi viaggia come pendolare sa già di cosa stiamo parlando, questa nuova visione porterà gli investimenti, mantenendo i posti di lavoro, ma evitando che gli investimenti finiscano unicamente nel cemento e nel catrame, prediligendo il mantenimento di ciò che già abbiamo e la cura del nostro territorio e del nostro ambiente.

Certo a parole è facile, ma ci sembrano un insieme di proposte accessibili in brevi tempi, nel rispetto di tutto e di tutti, affinché si possano evitare altre tragedie come quella di Genova.

Se sei interessato puoi leggere il nostro rapporto sullo stato dei Ponti e Viadotti italiani realizzato l’anno scorso, ma di cui purtroppo è ancora molto ben attuale, perciò lo riproponiamo qui: Ponti e Viadotti – Rapporto 2018.

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