NUOVO ANTIFASCISMO – 5. Cancellazione dei Simboli e Scritte Nazi-fasciste

Ricordo un amico che durante la mia spensierata adolescenza, venne fuori così e mi disse di un simbolo nazifascista su un muro su una strada del paese e che voleva toglierlo a costo di andare lì davanti e cancellarlo lui stesso con della vernice portata a casa, l’argomento di questa quinta proposta è questo, trattiamo della cancellazione dai muri di qualsiasi simbolo che esso sia nazista, fascista, nazifascista, neofascista, razzista o omofobo, ecc… E così via, insomma di qualsiasi simbolo che imbratta un muro con simboli e scritte affini e che non abbia alcun legame col storico, ovvero che non sia effettivamente una testimonianza di quel periodo che ricordiamo come ventennio che rimane un argomento sì da da trattare ma a parte.

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Immagine di uno dei lavori del collettivo berlinese #PaintBack

Nel corso degli anni questi anni abbiamo avuto un aumento di questi episodi, che sia in città, in paesi, nelle periferie normali o quelle del degrado dove la politica ha lasciato un vuoto così grande che viene colmato in questo modo, i muri divengono pagine bianche su cui lasciare un segno, un impronta, in questo caso per segnare la conquista di un territorio, non più una provocazione di ragazzi annoiati, ne tentativi di street art, ma simboli e scritte di ispirazione politica ben precisa e non fatti a caso, ma lasciati per un motivo preciso, per segnalare la presenza sul territorio oppure per avvisare o minacciare, ormai non si contano più.

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Un’altro esempio della cancellazione di un simbolo nazista da parte del collettivo berlinese #PaintBack

Ma se da una parte assistiamo a questo aumento dall’altra abbiamo anche una risposta che anche in questo caso viene dal basso, dalla società civile, dalle persone; Da segnalare come esempio abbiamo il progetto Paint Back [1], che dal 2016 a Berlino copre i simboli nazisti, che anche lì sono molto frequenti, con l’utilizzo della street art, ovvero coprono senza cancellare i simboli con disegni artistici di ogni tipo, ed è un metodo intelligente ed interessante, perché si abbellisce la città ed il muro e si fa anche arte, gli esempi che nel corso degli anni hanno realizzato sono tantissimi. A marzo di quest’anno un esponente del movimento Paint Back, il writer berlinese Omari [2], è venuto in Italia durante la Giornata Internazionale Contro Tutti i Razzismi”, per raccontare la sua esperienza:

“Tutto è nato per caso, non era un progetto. Nel parco per bambini del mio quartiere qualcuno aveva fatto una svastica gigante e con un altro writer abbiamo pensato di cancellarla. Peccato che nemmeno due settimane dopo le guardie di un’altra struttura sono venute da me e han detto che ne era comparsa un’altra. Così ho capito che era necessario fare qualcosa”.

Omari comunque non ha perso l’occasione per lanciare un allarme e denunciare che in Italia il fenomeno è in crescita ma nessuno vuole effettivamente fare un qualcosa di concreto per cancellare questi simboli, sarà vero?

In Italia sta avvenendo lo stesso discorso politico che avviene in Germania, anche se da noi sembrerebbe la cosa essere un poco più avanzata, o per lo meno, forse da noi la destra è più estremista di quella tedesca, ma sono altri discorsi, perciò l’aumento del fenomeno non è contrastato in maniera forte ma anche noi abbiamo degli esempi, uno di questi è quello che è avvenuto a Treviso il 10 marzo di quest’anno, quando il Coordinamento Studentesco di Treviso ha organizzato una manifestazione nel centro della città, per cancellare dai muri graffiti di stampo neofascista e neonazista e per rimuovere affissioni della stessa specie [3].

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Due momenti della Manifestazione Antifascista di Treviso per cancellare simboli e scritte nazi-fasciste.

Non solo Treviso, anche da noi vi è un artista simile al collettivo berlinese di writer Paint Back, a Verona e dintorni opera un writer che della sua specialità ci ha fatto il nome, ovvero Cibo, vero nome di Pier Paolo Spinazzè, 37 anni [4]; Cibo come si può intuire, in una delle zone più estremiste di destra come Verona, copre i simboli con le sue opere, legate prettamente al cibo, con frutti, dolci e biscotti; E’ molto attivo e lo fa anche su richiesta per privati, non senza problemi, soprattutto con le amministrazioni di centro-destra, lega ed affini ai fascisti.

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Un’esempio dell’artista e writer veronese CIBO, nel coprire simboli e scritte naziste

Insomma gli esempi ci sono, ma la nostra vuole essere anche una provocazione, non tutti sappiamo disegnare, non tutti siamo artisti o abbiamo questo dono o talento, ma di certo possiamo fare un qualcosa tutti, possiamo denunciarli sulla rete, segnalarli ai “proprietari”, che siano privati, aziende o pubblico, chiederne la cancellazione, soprattutto se si tratta di spazi pubblici, oppure in mancanza di risposte e con menefreghismo solito di questo argomento possiamo con un poco di vernice coprirli, sempre meglio che lasciarli lì alla luce del sole.

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Altro esempio, di un grande lavoro di CIBO

PROPOSTA:
1. Richiesta a Privati/Pubblici, la cancellazione o la possibilità di cancellare i simboli o scritte di natura nazifascista sui muri o sugli spazi.
2. Cancellazione con vernice o spray, anche con disegni, dei simboli e scritte nazifascisti.

PRATICA:
1. Contattare personalmente, tramite telefono, mail, i privati/pubblici che hanno sui muri o sui spazi simboli o scritte, e chiedere la possibilità di cancellarli personalmente senza dover incorrere in denunce per imbrattamento, che siano luoghi privati o pubblici.
2. Denunciare gli avvenimenti tramite internet e social, soprattutto nel caso di risposte negative alle proposte di cancellazione, meglio se di luoghi pubblici in cui sono chiamati in causa sindaci, assessori e partiti politici.
3. La cancellazione di persona di simboli e scritte nazifasciste, nel primo caso meglio con il consenso del proprietario che sia privato che pubblico, nel secondo caso la cancellazione senza permesso, ma è giusto ricordare che si può incappare nella denuncia per imbrattamento di luogo pubblico oppure di danno privato, perciò prima di procedere pensate bene a tutte le alternative e varianti, non siamo per l’istigazione a “delinquere”, ma non sempre la legge è così giusta, dato che la denuncia alle forze d’ordine competenti è un atto complicato e non porta solitamente a nulla.

FATTIBILITÀ: Alta

 

NOTE:

1. “Street art e graffiti al posto delle svastiche: Berlino combatte il nazismo con la fantasia”. https://www.fanpage.it/street-art-e-graffiti-al-posto-delle-svastiche-berlino-combatte-il-nazismo-con-la-fantasia.
2. “In Italia svastiche e fasci littori in crescita, ma nessuno vuole cancellarli“. https://torino.repubblica.it/cronaca/2018/03/21/news/_in_italia_svastiche_e_fasci_littori_in_crescita_ma_nessuno_vuole_cancellarli_-191817914.
3. “In 100 Per Cancellare le Svastiche”. http://www.oggitreviso.it/100-cancellare-svastiche-45558.
4. “Verona, il writer che combatte il fascismo con i colori”. https://www.repubblica.it/politica/2018/06/23/news/writer_cibo-199741743.

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