In Italia i Ponti Crollano [Mappa]

ponte-morandi-genova-shutterstock_giovanni-cardillo

Non è un titolo per fare provocazione ma abbiamo ancora tutti in mente le immagini del crollo del Ponte (Viadotto) Morandi di Genova, conosciuto anche con il nome di Viadotto Polcevera [1], l’immagine del camion verde fermo qualche metro prima del vuoto, poco prima del cedimento, poi, poi è successo il solito circuito mainstream, le notizie, il numero dei morti, la tristezza, la rabbia, lo sconforto, l’incredulità, il dolere ed i funerali, il “Mai Più”, il tutto condito con un poco di politica, che quella che non guasta mai, “Non vi lasceremo soli”, “Vi saremo sempre vicini”.

Ma questa volta vi diciamo che non è stata diversa dalla volta precedente, e non sarà diversa dalla prossima, certo il numero di vittime è stato decisamente alto rispetto ad altri eventi, con 43 persone decedute [2], cosa che ha sconvolto molto, dato il fatto che il viadotto era in una città come Genova, e per la prima volta abbiamo sentito la parola magica di “nazionalizzazione”, salvo poi non essere così precisi [3], in questo caso riferito alla rete autostradale italiana in mano a vari concessionari, di cui la maggiore è Autostrade per l’Italia che fa capo al gruppo Atlantia in mano alla famiglia Benetton [4], in tutto il mondo i ponti cadono o crollano, col tempo, ma l’ennesimo crollo nel corso degli ultimi anni ha mostrato nuovamente come noi cittadini italiani siamo così esposti e indifesi su questo lato, come se non bastassero i terremoti, le alluvioni, le frane.

Difatti negli ultimi anni abbiamo assistito, con il crollo del Ponte Morandi all’incirca a 12 viadotti/ponti crollati, in questo agosto dal Ponte Morandi al cedimento a causa di un esplosione del Raccordo Casalecchio di Bologna sulla A1-A14, ai recenti crolli del ponte di Annone, al viadotto di Fossano a quello di Camerano e così via dicendo.

Noi di Partecipazione Semplice non ci addentriamo al confronto politico in questo caso perché al momento spetta ad altri, ma abbiamo voluto occuparci dando un piccolo contributo, abbiamo voluto creare una mappa, in questa vi sono raccolti tutti questi eventi, che seppur diversi fra loro con le loro storie, e da qui è ci siamo posti una domanda, “E’ davvero la nostra rete stradale così esposta a questi eventi?” Per trovare la risposta a questa domanda abbiamo fatto un’ulteriore mappatura di tutti i viadotti e ponti ritenuti sensibili o a rischio crollo in Italia, e dopodiché abbiamo potuto darci una risposta, abbiamo calcolato che nella nostra mappatura ci sono ben 73 situazioni critiche di questo genere.

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Cosa Dice la Mappa?
È ancora solo una prima mappatura, “Ma la mappa è affidabile?”, certo perciò chiediamo a chi volesse, di dare una controllata e fare il nostro stesso lavoro, ovvero incrociare tutti i dati con una semplice ricerca sul web, confrontando vari siti, nazionali e locali, certo non tutti i luoghi hanno un alta precisione, ma il lavoro che vi presentiamo può risultare molto affidabile.
Quello che vediamo è che il cosiddetto problema riguarda tutta Italia, senza distinzione da nord e sud, vi troviamo tutti i viadotti costruiti da Morandi, le grandi città come Milano, Bologna e Roma, i ponti sul Po nella zona a sud di Cremona e a nord di Parma, ma è il Sud Italia ad avere il maggior numero di criticità, non è la scoperta dell’acqua calda anzi ne sentiamo parlare da anni, soffrono maggiormente i viadotti calabresi e siciliani, quelli siciliani hanno raccolto ben 4 crolli, il numero maggiore in tutta Italia.

Cosa Rappresenta Questa Mappa?
Non è populismo né allarmismo, è soltanto come già detto una mappatura di tutte le situazioni che includono ponti e viadotti a rischio, ma a cosa è legato il rischio? Non tutti i luoghi mappati hanno un alto rischio di crollo, alcuni sono sotto controllo, altri dopo il crollo di Genova hanno subito a causa di allarmismo giustificato dei controlli, altri sono già stati addirittura chiusi, altri necessitano di manutenzione urgente e straordinaria, altri solo di una maggiore manutenzione, insomma tutti questi elementi hanno storie diverse, perciò niente allarmismo ma di sicuro chiediamo a tutti una maggiore consapevolezza del proprio territorio e della rete stradale, ed una maggiore pressione verso gli organi istituzionali componenti nell’avere un maggiore interesse verso queste situazioni che devono essere monitorate in modo migliore di quello che avvenuto a Genova, in modo che un futuro non si debba più dire: “Sì poteva evitare!”.

Il Futuro?
Nel futuro da questa mappatura ci aspettiamo oltre che la strada verso la nazionalizzazione di tutte le tratte autostradali continui e non si perda questa grande opportunità, inoltre ci aspettiamo un nuovo modo di pensare alle infrastrutture e della nostra rete stradale, partendo dal presupposto che dobbiamo rivedere i metodi di costruzioni delle reti stradali, è ancora utile costruire viadotti o ponti o se possono essere sostituiti da idee migliori tipo altre strade o ponti, se non è possibile e bisogna per forze maggiori ricorrere alla costruzione di questi viadotti, va messo in conto oltre il costo che deve prevedere tutto ciò che le nuove costruzioni di questo tipo devono avere, anche l’ulteriore manutenzione ed un breve degrado che dovrà portare nel giro di qualche decennio (50 anni), a nuove soluzioni, inoltre l’utilizzo di nuovi strumenti come i sensori, già sviluppati come quelli dell’Università di Bologna [5], capaci se installati e funzionanti di tenere sotto controllo la salute delle strutture ed avvisare in anticipo le situazioni di manutenzione.

La Mappa
Perciò che fare? Potete visualizzarla e prender coscienza delle strutture a rischio nella vostra zona e decidere se continuare ad utilizzarle oppure cambiare strada, ma soprattutto aiutarci a tenerla aggiornarla, le critiche sono benvenute ma ci teniamo a dire che è stato difficile essere molto precisi, perciò vi chiediamo di non essere troppo pignoli e di essere comprensivi, aiutateci a migliorala indicandoci con maggiore precisione la posizione delle strutture, segnalare se ci sono altre strutture che presentano criticità che ci sono scappate, grandi o piccole; Oppure indicarci strutture in cui non si rilevano criticità e possono essere usufruite senza grandi difficoltà, infine vi chiediamo gentilmente solamente se lo ritene utile condividerla e farla girare, come si usa dire, per farci arrivare a più persone possibili.

Per le segnalazioni scrivete alla nostra mail partecipazionesemplice@gmail.com, oppure scriveteci sui vari social in cui siamo presenti.

Dedichiamo questa mappa a tutte le 43 vittime che quel martedì 14 agosto alle 11:36 hanno perso la vita.

Il link per vederla e salvarla su Google Mapshttps://www.google.com/maps/d/u/2/edit?hl=it&mid=1CU8B8VNidVfBEJ8ruAaxc1zcBDoFlflO&ll=41.019532569951316%2C12.971877250000034&z=5

NOTE:
1. Viadotto Polcevera: https://it.wikipedia.org/wiki/Viadotto_Polcevera
2. Genova, le 43 vittime del crollo del ponte Morandi: http://www.ansa.it/liguria/notizie/2018/08/18/-le-43-vittime-del-crollo-del-ponte-morandi_9f53cd46-1b85-45ae-a23a-dc92c9c5cef3.html
3. Autostrade, Conte: ”Non siamo per nazionalizzazioni, ma fermeremo chi depreda il pubblico”: https://video.repubblica.it/dossier/governo-lega-m5s/autostrade-conte.
4. “Autostrade per l’Italia S.p.A. è una società per azioni italiana, costituita nel 2002 che ha come attività la gestione in concessione di tratte autostradali, nonchè lo svolgimento della rispettiva manutenzione. La società fa parte del Gruppo Atlantia, che ne possiede l’88,06% del capitale sociale e che fa riferimento, come principale azionista, alla famiglia Benetton”: https://it.wikipedia.org/wiki/Autostrade_per_l%27Italia.
5. All’Università di Bologna realizzato il “sensore” che avrebbe potuto salvare il ponte Morandi: http://www.repubblica.it/economia/2018/08/25/news/ponte-204889533.

 

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